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Meteolab 2019

Convegno Meteolab 2019, sul tema “Neve, ghiaccio e idroelettrico: quale futuro sulle Alpi?”. Relatore principale Luca Mercalli.

Source: geopoliticalcenter.it

🔴 “Tutti i parametri climatici sono in netto peggioramento. Temperature medie sempre più alte, picchi di temperature sempre più alti. Nevica meno e la copertura nevosa dura meno.” – Luca Mercalli

🔴 “Nonostante i cambiamenti climatici, i ghiacciai sono strutture dinamiche ed è successo e sempre succederà che si generino crolli, ice avalanche.” – Prof. Segor

🔴 “Chi paga il debito climatico? Il dibattito è aperto. Deve pagare il singolo o devono pagare gli Stati? Verso chi si esplicita questa responsabilità? Verso i singoli? Verso l’umanità? Verso le generazioni future?”

🔴 “La giustizia climatica punta a ripartire equamente gli obblighi del mantenimento del pianeta. Non solo tra gli uomini, ma anche tra gli animali. Bisogna istituire nuove figure giuridiche, come ad esempio i tribunali della natura? Il dibattito è aperto tra i ricercatori.” – Prof. Louvin

🔴 “Il diritto per ben due secoli ha ignorato la finitudo delle risorse. Dunque ci troviamo di fronte a strutture giuridiche conformare sul concetto di crescita infinita. Il paradigma va cambiato. Vengono citati gli 11258 scienziati di pochi giorni fa.”

🔴 “Entro la fine del secolo le Alpi subiranno un fenomeno di appennizzazione, saranno cioè come gli Appennini, montagne completamente prive di ghiaccio. Rimarranno piccole coperture glaciali sulle cime del Monte Bianco e del Monterosa. Fondamentalmente sotto i 4000 metri il ghiaccio sparirà.”

🔴 “L’energia idroelettrica è la risposta migliore e più sostenibile per la decarbonizzazione. Purtroppo tale risorsa è messa a repentaglio dalla minore massa glaciale e copertura nevosa.”

🔴 “L’Italia vanta un patrimonio informativo praticamente unico al mondo: le raccolte di dati climatici tracciate dai guardiani delle dighe. I dati risalgono a un secolo fa e sono molto fitti e dettagliati. Oggi sono tutti digitalizzati.”

Teodoro Geordiadis – TEDxBologna


Crisium…

Una zona della Luna incredibile!
Ecco in primo piano il mare Crisium. Il termine “Mare” è stato scelto a causa del colore scuro che contraddistingue queste regioni dai territori circostanti; si tratta in verità di pianure basaltiche, originatesi da antiche eruzioni di materiale incandescente seguite all’impatto con asteroidi particolarmente massicci.

Credit: James Harrup – Inghilterra
Sky-Watcher 180mm,
telescopio Maksutov.
fotocamera ZWOASI224MC.


16PSYCHE

L’Asteroide 16 PSYCHE, osservabile nella Fascia degli Asteroidi che si trova tra Marte e Giove.

Caratteristica davvero particolare di 16Psyche è la proprietà del “Ferrovulcanismo”, in cui il magma dei Vulcani non è la consueta roccia liquefatta ma metalli fusi come il ferro!


GRAZIE, LUCA PARMITANO!

Grazie Luca! Grazie per le testimonianze fotografiche relative al disastro amazzonico/mondiale!

È molto angosciante vedere le dimensioni immense del disastro. Speriamo in un miracolo perché se lassù è così evidente, la situazione è molto grave. Cosa aspettano i governi di tutti i paesi del mondo ad intervenire ?

“Il numero di messaggi che ricevo, di sprone, incoraggiamento, e pura gioia per le immagini del nostro pianeta che pubblico, mi riempiono di gioia e gratitudine. L’interazione e il rapporto con chi mi legge è uno scambio – e io leggo tutti i commenti; anche le molte richieste di fotografare luoghi o eventi ben precisi: Paesi, citta, regioni, e catastrofi naturali o causate dall’uomo.

le foto che pubblico sulle piattaforme sociali sono sempre ‘scatti d’opportunità’, ovvero immagini catturate in modo estemporaneo e del tutto casuale mentre ho un momento di libertà e l’occasione di guardare fuori da una delle ‘finestre’ della Stazione Spaziale Internazionale.

Non abbiamo alcun controllo sul tracciato a terra della Stazione: non scegliamo di sorvolare un determinato posto in un determinato momento. La quasi totalità del tempo a bordo è dedicato all’esecuzione di una fitta tabella di lavoro: scienza, manutenzione ordinaria e straordinaria, logistica, esercizio fisico. Tutto il resto – foto, filmati, interviste, le parole che sto scrivendo – non fa parte di questa tabella, ed è tempo preso dal nostro riposo: una telefonata in meno alla famiglia, una email in meno a un amico, un minuto in meno di sonno.

Credo sia molto importante, e continuerò a farlo con la stessa dedizione che metto nell’esecuzione dell’esperimento più delicato. Cercando di catturare quante più immagini potrò dell’Italia (tutta, intera, senza confini, senza regioni, senza accenti, senza campanilismi), dell’Europa, della Terra. E testimoniando la sua fragilissima bellezza.”Luca Parmitano


Deserto e vuoti…

Deserto e Vuoti nello spazio, raccontati da un punto di vista del tutto speciale: quello dell’astronauta Luca Parmitano, accolto dal grande applauso della platea del Petruzzelli. – TEDxBari 2016

“Deserto è difficile da definire forse perché, per me, non è un luogo, è un non-luogo. La dimostrazione è il fatto che si può essere in un deserto anche in una sala gremita di persone, anche nel centro di New York. Quindi non è un luogo, il Deserto è un’esperienza e come ogni esperienza, dipende tutto da come la si vive. Io preferisco vivere tutto in positivo.”

Così Luca Parmitano, tenente colonnello dell’ Aeronautica Militare Italiana, astronauta dell’ Agenzia Spaziale Europea (ESA), apre il suo talk nella seconda edizione barese del TEDx, la conferenza itinerante delle “idee da diffondere”, o meglio “che vale la pena e meritano di essere diffuse”.

Il suo viaggio “parte dal basso verso l’alto” spiega Pamitano, dalle caverne sotto la Sardegna, fino ad arrivare nello spazio…

“Deserto non vuol dire assenza di vita – spiega l’astronauta – infatti pensiamo che su Marte ci siano delle grotte molto grandi che proteggono l’habitat sotterraneo dalle radiazioni. Quindi pensiamo che sia un ottimo ambiente per custodire ancora natura organica. Forse la vita o comunque i resti di quella vita.”
Dalle caverne alle profondità dell’oceano: “un deserto con la sua vita sommersa e il suo perfetto travestimento sopra”. Tanti gli strumenti utilizzati dagli astronauti utilizzati per imparare a muoversi in ambienti così diversi dal nostro, per fare sperimentazione.

Luca Parmitano racconta il suo viaggio, attraverso luoghi conosciuti e non, fino ad arrivare al vuoto della spazio, raccontandone sensazioni, ricordi: “Ho visto un’alba dallo spazio dove dal nero che ti assorbe, anche nel pensiero, si passa ad un’esplosione di colore in un attimo. Ho sperimentato il tramonto mentre ero isolato, fuori dalla stazione in emergenza, quando il mio casco ha cominciato a riempirsi d’acqua. Per ricordarmi che la natura ha sempre il modo di prendere il sopravvento sul singolo individuo.”

“L’uomo ha un gene che lo porta all’esplorazione, il gene di Ulisse. Quando vede un orizzonte non può fare a meno di superarlo. Allora io oggi lavoro per permettere ai più giovani di superare quell’orizzonte e la mia sfida è quella di vedere un deserto tutto rosso, della sabbia di Marte”.


A 𝟑-𝐃 Model of the 𝐌𝐢𝐥𝐤𝐲 𝐖𝐚𝐲

A 𝟑-𝐃 Model of the 𝐌𝐢𝐥𝐤𝐲 𝐖𝐚𝐲 Galaxy Using Data from 𝐂𝐞𝐩𝐡𝐞𝐢𝐝 𝐕𝐚𝐫𝐢𝐚𝐛𝐥𝐞 𝐒𝐭𝐚𝐫𝐬

VIDEO: 3D structure of the Milky Way based on over 2000 Cepheids with precisely measured distances. (Star formation video in post comments) – (J. Skowron / OGLE / Astronomical Observatory, University of Warsaw)

When Galileo pointed his first telescope at the Milky Way in the early 17th century, he noticed it consists of countless stars. Since that time, studying the properties and history of our Galaxy has absorbed many generations of scientists. Writing in Science, Polish astronomers from the Astronomical Observatory of the University of Warsaw present a unique three-dimensional map of the Milky Way. The map provides insights into the structure and history of our Galaxy.

Since the 17th century, astronomers have been aware that the Earth, the Sun, and other planets in the Solar System, together with billions of stars seen with telescopes, form our Galaxy. These stars, if observed far from the city lights, look like milk spilled across the sky and form the band of the Milky Way.

Presently, it is believed that the Milky Way is a typical barred spiral galaxy that consists of a bar-shaped core region surrounded by a flat disk of gas, dust, and stars. The disk consists of four spiral arms and has a diameter of about 120,000 light years. The Solar System is located within the disk, about 27,000 light years from the Galactic center, which is why disk’s stars, viewed from within, look like a faint band in the sky, the Milky Way.

The current knowledge about the shape of the Milky Way disk is based on various tracers (such as star counts or radio observations of gas molecules) informed by the extrapolation of structures seen in other galaxies. However, the distances to these tracers are measured indirectly and are model-dependent. The most robust method of studying the shape of the Milky Way would be to directly measure distances to a large sample of stars of a specific type, which would allow one to construct the three-dimensional map of the Galaxy.

Cepheid variable stars are perfect for this task. Cepheids are young pulsating supergiants, their brightness changes in a very regular pattern with a well-defined period which may range from hours to several dozen days.

Cepheids follow a relation between their pulsation period and luminosity, allowing the intrinsicluminosity of a Cepheid to be inferred from its period. The distance can then be determined bycomparing the apparent and intrinsic brightness. The additional difficulty arises from the presence of interstellar dust and gas which may dim the brightness of a Cepheid. Fortunately, observations in infrared bands reduce these uncertainties.

• 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞 𝐑𝐞𝐚𝐝𝐢𝐧𝐠: https://www.fuw.edu.pl/press-release/news5998.html


ARIANE 5 VA249

Here we go again!

Great view of Ariane 5 VA249 ready on the pad today with EDRS-C. Launch scheduled for this evening between 21:30 and 23:51 CEST.

Watch here:

ArianeGroup Airbus Space CNES


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