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f l y t o g r a p h y

Clădirea aflată acum în ruină a fost construită în 1892, după cum precizează Maria Stoica în volumul “Brăila – Memoria oraşului”, de către arhitectul Paul Mihail.

Iniţial a fost casă de modă a fraţilor Geavide. Ulterior, a fost cumpărată de bogatul negustor Hirschorn, care a decis să o transforme în Hotel. Practic, a fost realizată o nouă construcţie, cu două etaje, care însă s-a fisurat imediat după finalizare…


La mulți ani, România!

A intrat în Palatul Regal pe la prânz cu cei care o însoțeau.
– Vă rog sâ mâncați ceva. Într-o oră ne întoarcem la spital. Ostașii noștri răniți au nevoie de noi, a spus Regina Maria.
– Majestate, vă rugăm totuși să vă faceți injecția împotriva tifosului. Este prea periculos pentru dumneavoastră!
– Eu nu am timp să fiu bolnavă, domnilor. Am România în gând, inimă și suflet. Respir pentru neamul acesta. Iată de ce, nimeni și nimic nu mă va înfrânge. Ne vedem într-o oră!
Aceasta a fost Regina Maria, cea care a iubit România mai presus de orice.
După război și înfăptuirea Marii Uniri, Regina Maria a plecat în Europa să convingă Puterile vremii să recunoască acest act istoric!
A ajuns în Franța pe o vreme mohorâtă și a mers direct la președintele acesteia. A doua zi toate ziarele titrau…”Franța este norocoasă să primească pe Regina Maria”. Primul pas fusese făcut.
A urmat Anglia. Cu Churchill copilărise. În 30 de minute acesta a fost convins să recunoască România Mare.

Înainte să plece, Regina îl întreabă:
– Cum credeți că pot convinge Statele Unite?
– Majestate, Președintele Wilson este la Paris. Aveți timp să ajungeți. Sunt sigur că o să-l cuceriți.
Regina Maria ajunge degrabă în Franța, dar i se spune că președintele american are programul încărcat.
– De la 8 dimineața are foarte multe întâlniri.
– Spuneți-i președintelui dumneavoastră că eu mă trezesc la 6. Vă garantez că nu are cum să plece din Paris fără să ne vedem.
Până la urmă întâlnirea are loc și SUA recunoaște România Mare.

Entrata a Palazzo Reale a mezzogiorno con i suoi compagni…
– Per favore, mangia qualcosa. Tra un’ora torneremo in ospedale. I nostri soldati feriti hanno bisogno di noi, disse la regina Maria.
– Maestà, però, per favore deve fare l’iniezione contro il tifo. È troppo pericoloso per lei!
– Non ho tempo di stare male, signori. Ho in mente la Romania, il cuore e l’anima. Respiro per questa nazione. Ecco perché nessuno e niente mi sconfiggerà. Ci vediamo tra un’ora!
Era la regina Maria, quella che amava la Romania sopra ogni altra cosa.
Dopo la guerra e la Grande Unione, la Regina Maria andò in Europa per convincere le Potenze dell’epoca a riconoscere questo atto storico!
Arrivò in Francia in un clima cupo e andò direttamente dal suo presidente. Il giorno seguente tutti i giornali furono intitolati… “La Francia è fortunata a ricevere la Regina Maria”. Il primo passo era stato fatto…
L’Inghilterra seguì. Era stata con Churchill fin dall’infanzia. In 30 minuti è stato convinto a riconoscere la Romania Grande.

Prima di partire, la Regina gli chiede:
– Come pensi che possa convincere gli Stati Uniti?
– Maestà, il presidente Wilson è a Parigi. Hai tempo per arrivare. Sono sicuro che lo conquisterai.
La regina Maria arriva in Francia, ma gli viene detto che il presidente degli Stati Uniti ha un programma impegnativo.
– Dalle 8 del mattino ha molti incontri.
– Di ‘al tuo presidente che mi sveglio alle 6. Garantisco che non può lasciare Parigi senza vederci.
Alla fine si svolge l’incontro e gli Stati Uniti riconoscono la Grande Romania.

Auguri, Romania!


23 Maggio 1992

Nei pressi di Capaci, persero la vita in un attentato mafioso di Cosa Nostra il Magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e agli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

“La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Spero solo che la fine della mafia non coincida con la fine dell’uomo.”

Giovanni Falcone


Leonardo da Vinci…

Il 2 maggio 1519 moriva Leonardo da Vinci…

Milano sarà una delle città più ricche di iniziative dedicate al cinquecentesimo anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci, che partiranno ufficialmente il 2 maggio con la riapertura straordinaria della Sala delle Asse del Castello Sforzesco: qui sarà possibile ammirare, dopo anni di lavori e un lungo intervento di restauro, le straordinarie tempere a tema naturalistico dipinte proprio da Leonardo intorno al 1498.

E sarà proprio a partire da questa straordinaria testimonianza del passaggio di da Vinci a Milano che, il 16 maggio, inaugurerà anche “Leonardo e la Sala delle Asse tra Natura, Arte e Scienza” presso la Cappella Ducale: i disegni originali di Leonardo verranno messi a confronto, in questo caso, con le opere di altri artisti del Rinascimento.

Anche la Biblioteca Ambrosiana proseguirà il percorso attraverso i disegni del Codice Atlantico con un’altra importante esposizione dal titolo “Leonardo in Francia”, dal 18 giugno, mentre non poteva mancare l’appuntamento al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, che proprio a Leonardo è intitolato: qui, fino ad ottobre, sarà esposta una ricca selezione di macchine realizzate seguendo i disegni del maestro, insieme ad una speciale sezione dedicata agli affreschi della Pinacoteca di Brera.”

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Articolo a cura di Federica D’Alfonso

La mostra Leonardo3 in Piazza della Scala a Milano celebra il genio vinciano offrendo ai suoi visitatori una visita guidata gratuita per scoprire un Leonardo inedito, grazie a scoperte e ricostruzioni di macchine in anteprima mondiale.

500 volte grazie ad un maestro italiano che non potrà mai essere dimenticato!


I segreti della Monna Lisa…

Secondo alcuni esperti, la Monna Lisa è molto più di un semplice ritratto. Leonardo da Vinci ha davvero racchiuso un codice segreto all’interno della sua opera?


Notre Pauvre Dame…

Un altro pezzo di Europa che se ne va…

1182-2019 – quasi mille anni, Parigi ha perso una delle cattedrali più belle del mondo.

Notre pauvre Dame…

Le vetrate gotiche di Notre Dame de Paris saranno andate in frantumi per il calore sviluppato dal rogo…

Sto realizzando piano piano a quale orribile perdita stiamo assistendo impotenti.
Non è solo dei francesi. Quella cattedrale è il patrimonio culturale di TUTTO IL MONDO. L’arte è ciò che ci unisce più di tutto e vedere un’opera persa o danneggiata, di qualunque nazionalità sia, è una ferita per tutta l’umanità.

Chiese in fiamme in Francia: Saint-Jacques a Grenoble a gennaio, Saint-Sulpice a Parigi a marzo e ora Notre Dame. Per quanto riguarda Grenoble hanno accertato fosse un corto circuito. Nel caso della seconda, Saint-Sulpice, dicono sia scaturito da una Porta d’ingresso, Notre Dame dai lavori… comunque se gli brucia una Chiesa Cattolica al mese, i francesi hanno un problema con le Chiese.


LA STORIA SIAMO NOI

23 maggio 1992, Palermo moriva assassinato
GIOVANNI FALCONE

Le agende di Giovanni Falcone entrarono e uscirono velocemente nella vicenda della strage di Capaci.

A distanza di molti anni, dopo processi, depistaggi, falsi testimoni, morti sospette e diversi interrogativi irrisolti, un libro – è uscito il 17 maggio – recupera materiali rivelatori che sono stati trascurati nelle inchieste della magistratura e che invece aiutano a capire che cosa è successo quel 23 maggio 1992. E perché.

Si intitola I Diari di Falcone – Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice (Chiarelettere, 2018, pp. 256, 16 euro) ed è stato scritto da Edoardo Montolli.

DOMANDE DECISIVE. Le agende personali fanno paura: quella di Borsellino è scomparsa e quelle di Falcone, esaminate dai periti Gioacchino Genchi e Luciano Petrini (morto troppo presto), nonostante strane interruzioni, pongono domande decisive: sugli incontri del giudice con funzionari russi per indagare sui finanziamenti clandestini del Pcus; su come sia stato possibile che la mafia sapesse il giorno e la data del suo viaggio a Palermo; sul suo misterioso viaggio a Washington; su dove sia stato tra il 28 aprile e il primo maggio prima dell’attentato; e molte altre ancora. In questa inchiesta, Montolli mette in relazione fatti, testimonianze, appunti personali e traccia un quadro inedito che apre nuovi scenari sulla morte del giudice, dimostrando come essa vada inserita all’interno di una più generale strategia di destabilizzazione che ha interessato il nostro paese alla fine della Prima Repubblica. Di seguito, in anteprima, il prologo del libro.

Le agende dimenticate

Giovanni Falcone annotava tutti i suoi impegni su due databank, due agende elettroniche tascabili. Apparecchi che restarono in voga per qualche anno, fin quando la loro funzione non fu sostituita dai cellulari. Quelle di Falcone vennero recuperate poco dopo la strage di Capaci. Una memoria esterna, su cui il giudice riversava i suoi appunti, scomparve per sempre. Ma nei processi, nonostante alcuni punti oscuri rilevati dai due consulenti che le analizzarono, le agende furono liquidate in fretta. Ne fu sminuita la portata. E vennero smentiti alcuni impegni che lui si era segnato e che apparivano su una di esse, risultata misteriosamente cancellata solo dopo il sequestro.

Passò tutto in secondo piano, come il fatto che, dopo la sua morte, qualcuno ne avesse letto i file sui computer al ministero, lasciandovi traccia. L’indagine, d’altra parte, puntava a prendere gli assassini, i mafiosi che, per ucciderlo, il 23 maggio 1992 avevano fatto saltare in aria addirittura un’autostrada.

Un’esplosione perfetta nei tempi e devastante nella portata, simile a un atto di guerra, che Cosa nostra non si era mai sognata di fare prima. E che in seguito non avrebbe piu ripetuto.

Per più di un paio di decenni, cosi, le copie cartacee del contenuto delle due agende sono rimaste sepolte negli archivi giudiziari, all’interno delle relazioni che ne fecero i consulenti, senza che fossero più studiate…


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