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V de la VICTORIE…

“Mă cuprinde cabina şi linişteşte brusc, ca o recunoaştere, mirosul ştiut de metal, cauciuc, ulei, a ce mai miroase o cabină de avion. A zbor. Chingile, cuplele, parcă niciodată nu au fost atât de multe… bâzâitul pompelor, cuplarea agregatelor de pornire, se întâmplă nişte lucruri în metalul care mă înconjoară, clipesc becuri roşii verzi, galbene în cabină, oscilează ace albe pe cadranele negre, lucrurile încep să se lege altfel între ele, avionul freamătă trezit la viaţă, la viaţa lui specială, fâlfâie compresorul îndesând între palete aer pentru camerele de ardere.

Presiunea la ulei, presiunea în instalaţiile hidraulice – normal. Turaj de ralanti, cuplez contacte, becurile roşii se sting, aprind colimatoru’, reglez grila luminoasă pentru ziua cenuşie de afară, gesturi făcute de mii de ori, de fiecare dată pentru prima oară, semnarea carnetului de bord ca întoarcere de-o clipă în altă lume. Închid definitiv cupola peste singura lume valabilă, lumea mea .”

Doru Davidovici – ”V de la VICTORIE”


GRAZIE, LUCA PARMITANO!

Grazie Luca! Grazie per le testimonianze fotografiche relative al disastro amazzonico/mondiale!

È molto angosciante vedere le dimensioni immense del disastro. Speriamo in un miracolo perché se lassù è così evidente, la situazione è molto grave. Cosa aspettano i governi di tutti i paesi del mondo ad intervenire ?

“Il numero di messaggi che ricevo, di sprone, incoraggiamento, e pura gioia per le immagini del nostro pianeta che pubblico, mi riempiono di gioia e gratitudine. L’interazione e il rapporto con chi mi legge è uno scambio – e io leggo tutti i commenti; anche le molte richieste di fotografare luoghi o eventi ben precisi: Paesi, citta, regioni, e catastrofi naturali o causate dall’uomo.

le foto che pubblico sulle piattaforme sociali sono sempre ‘scatti d’opportunità’, ovvero immagini catturate in modo estemporaneo e del tutto casuale mentre ho un momento di libertà e l’occasione di guardare fuori da una delle ‘finestre’ della Stazione Spaziale Internazionale.

Non abbiamo alcun controllo sul tracciato a terra della Stazione: non scegliamo di sorvolare un determinato posto in un determinato momento. La quasi totalità del tempo a bordo è dedicato all’esecuzione di una fitta tabella di lavoro: scienza, manutenzione ordinaria e straordinaria, logistica, esercizio fisico. Tutto il resto – foto, filmati, interviste, le parole che sto scrivendo – non fa parte di questa tabella, ed è tempo preso dal nostro riposo: una telefonata in meno alla famiglia, una email in meno a un amico, un minuto in meno di sonno.

Credo sia molto importante, e continuerò a farlo con la stessa dedizione che metto nell’esecuzione dell’esperimento più delicato. Cercando di catturare quante più immagini potrò dell’Italia (tutta, intera, senza confini, senza regioni, senza accenti, senza campanilismi), dell’Europa, della Terra. E testimoniando la sua fragilissima bellezza.”Luca Parmitano


Deserto e vuoti…

Deserto e Vuoti nello spazio, raccontati da un punto di vista del tutto speciale: quello dell’astronauta Luca Parmitano, accolto dal grande applauso della platea del Petruzzelli. – TEDxBari 2016

“Deserto è difficile da definire forse perché, per me, non è un luogo, è un non-luogo. La dimostrazione è il fatto che si può essere in un deserto anche in una sala gremita di persone, anche nel centro di New York. Quindi non è un luogo, il Deserto è un’esperienza e come ogni esperienza, dipende tutto da come la si vive. Io preferisco vivere tutto in positivo.”

Così Luca Parmitano, tenente colonnello dell’ Aeronautica Militare Italiana, astronauta dell’ Agenzia Spaziale Europea (ESA), apre il suo talk nella seconda edizione barese del TEDx, la conferenza itinerante delle “idee da diffondere”, o meglio “che vale la pena e meritano di essere diffuse”.

Il suo viaggio “parte dal basso verso l’alto” spiega Pamitano, dalle caverne sotto la Sardegna, fino ad arrivare nello spazio…

“Deserto non vuol dire assenza di vita – spiega l’astronauta – infatti pensiamo che su Marte ci siano delle grotte molto grandi che proteggono l’habitat sotterraneo dalle radiazioni. Quindi pensiamo che sia un ottimo ambiente per custodire ancora natura organica. Forse la vita o comunque i resti di quella vita.”
Dalle caverne alle profondità dell’oceano: “un deserto con la sua vita sommersa e il suo perfetto travestimento sopra”. Tanti gli strumenti utilizzati dagli astronauti utilizzati per imparare a muoversi in ambienti così diversi dal nostro, per fare sperimentazione.

Luca Parmitano racconta il suo viaggio, attraverso luoghi conosciuti e non, fino ad arrivare al vuoto della spazio, raccontandone sensazioni, ricordi: “Ho visto un’alba dallo spazio dove dal nero che ti assorbe, anche nel pensiero, si passa ad un’esplosione di colore in un attimo. Ho sperimentato il tramonto mentre ero isolato, fuori dalla stazione in emergenza, quando il mio casco ha cominciato a riempirsi d’acqua. Per ricordarmi che la natura ha sempre il modo di prendere il sopravvento sul singolo individuo.”

“L’uomo ha un gene che lo porta all’esplorazione, il gene di Ulisse. Quando vede un orizzonte non può fare a meno di superarlo. Allora io oggi lavoro per permettere ai più giovani di superare quell’orizzonte e la mia sfida è quella di vedere un deserto tutto rosso, della sabbia di Marte”.


ARIANE 5 VA249

Here we go again!

Great view of Ariane 5 VA249 ready on the pad today with EDRS-C. Launch scheduled for this evening between 21:30 and 23:51 CEST.

Watch here:

ArianeGroup Airbus Space CNES


SPACE X

LIVE ROCKET LAUNCH! Tune in to see us send more than 5,000 pounds of research and supplies to the International Space Station aboard a SpaceX Dragon spacecraft. Liftoff of the Falcon 9 rocket is slated for 6:24 p.m. EDT from Space Launch Complex 40 at Cape Canaveral Air Force Station, next to NASA’s Kennedy Space Center in Florida. Don’t miss the countdown to liftoff!

Crew Dragon is equipped with the most advanced spacecraft parachute recovery system in the world.

Meanwhile, the Expedition 60 crew works virtual reality filming, free-flying robotics and RNA sequencing.


M’s Music – The sounds of Apollo 11

Happy 50th, Apollo!


LAUNCHING TO SPACE

50 years to the day that Apollo explorers stepped foot on the Moon, humans are returning to space to live and work aboard the International Space Station.

A multinational crew of Andrew Morgan, Alexander Skvortsov and Luca Parmitano will launch at 12:28 p.m. EDT to our orbiting laboratory aboard a Soyuz rocket. Tune in starting at 11:30 a.m. EDT to see lift off.

Astronauta Luca Parmitano è decollato verso la Stazione Spaziale Internazionale, ne assumerà il comando.

Baikonur, 20/7/2019 – 08:00

“La mia mente è completamente sgombra, al contrario del cielo che mi sovrasta, trapunto di nuvole di un bianco abbagliante immerse nel blu immenso e senza tempo.

Il calore del sole mi brucia pensieri e pelle, mentre corro fra i piccoli sentieri. Pochi mesi fa tutto era grigio come il ghiaccio, bianco come la neve, nero come terra arida; adesso invece sono circondato da alberi ricoperti di foglie e vita, e piccole mele ancora acerbe, e verdi come gli occhi delle mie figlie.

Il mio pianeta mi osserva e mi saluta, e io ringrazio in silenzio, nel silenzio dal quale sono avvolto. Il vento fra i cespugli e le fronde accompagna il ritmo dei miei passi. Sembrano fare troppo rumore, e abbandono il sentiero per sentire sotto di me l’impatto, più soffice e attutito, della terra nuda. Passo tra due arbusti, spine e fiori che caparbi sopravvivono nonostante tutto, e d’improvviso mi ritrovo in una nuvola di farfalle arancioni che si sollevano in volo, incuriosite e per niente preoccupate dalla mia presenza aliena. Dozzine e dozzine, in un fluttuare senza suono, una danza di grazia e vita e colore.

Mi accorgo che sto sorridendo: la Terra, a modo suo, abbraccia un figlio.” – Luca Parmitano

Photo credit: NASA


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