POLITIX

L’OTTIMISMO CHE VIENE DALLA CONOSCENZA

29 marzo 2020 – Guido Silvestri

Oggi parliamo di un nuovo ed interessante risultato scientifico che viene dalla Cina. Avviso: questo è un post un po’ tecnico ma con IMPORTANTI IMPLICAZIONI PRATICHE, quindi leggetelo fino in fondo!

Uno degli aspetti più importanti da chiarire su COVID-19 è la sorte dei pazienti cosiddetti “guariti”. Sto parlando di quelle persone che hanno avuto l’infezione, confermata da un tampone positivo, ma l’hanno superata dal punto di vista clinico, cioè stanno bene, ed ora hanno un tampone negativo. Queste persone NON sono poche. Teniamo presente che solo in Italia ne abbiamo 12.384, secondo i dati ufficiali – ma in realtà sono molte di più, considerando quante delle infezioni da COVID-19 sono rimaste senza diagnosi, in quanto asintomatiche o lievi.

Le domanda che tutti ci poniamo sono: questi soggetti “guariti” sono resistenti ad una re-infezione con il virus? E sì, per quanto tempo? E come possiamo monitorare questo stato di immunità, sia a livello di specifiche aree geografiche che nel corso del tempo?

Il tutto tenendo presente che rispondere a queste domande ha delle implicazioni molto profonde al momento di scegliere la strategia sul come “riaprire” il sistema Italia (ma anche i sistemi USA, Francia, Spagna, etc). Perché è ovvio che questa “chiusura” dovrà finire abbastanza presto.

LO STUDIO

Ieri è uscito su MedRxiv – una piattaforma online per studi non ancora “peer reviewed” – un interessante studio longitudinale di un gruppo cinese che cerca di rispondere ad alcune di queste domande studiando il sangue 80 soggetti guariti da COVID-19 (Lou et al., “Serology characteristics of SARS-CoV-2 infection since the exposure and post symptoms onset”).

L’articolo ha indagato la cinetica temporale di anticorpi contro il virus SARS-CoV-2, che sono stati misurati usando tre forme di enzyme-linked immuno-sorbent assay (ELISA). Lo studio è linkato qui sotto, e questi sono il mio riassunto dei risultati e le mie conclusioni di commento.

IL RIASSUNTO DEI RISULTATI

1. Il risultato centrale dello studio è che il livello di seroconversione in questi 80 soggetti è stato del 98.8% (79 pazienti su 80), con la positività al test rilevata ad una mediana di 15 giorni dal momento di esposizione al virus, e 9 giorni dall’inizio dei sintomi. Da notare, per completezza, che i controlli usati sono persone asintomatiche COVID-negative tampone, ma non persone infettate con uno dei coronavirus “benigni” (che probabilmente non sono facili da trovare).

2. Il secondo risultato importante è che il livello degli anticorpi nel siero dei pazienti in via di guarigione aumenta rapidamente a partire in media dal giorno-6 dopo l’inizio dei sintomi ed è strettamente associato al declino della carica virale. [Da notare che nello studio sono stati misurati non solo il titolo anticorpale totale, ma anche quello delle classi IgG ed IgM, con una sensitività nella prima settimana di malattia al 64.1%, 33.3% e 33.3% (rispettivamente) che poi sale al 100%, 96.7% e 93.3% dopo due settimane.]

3. Bisogna precisare che questo studio NON definisce la durata di questi anticorpi nel siero dei pazienti guariti (cosa per la quale occorre ovviamente più tempo), né dimostra “formalmente” che questi pazienti sono resistenti ad una re-infezione e/o che lo sono a causa di questi anticorpi – d’altronde per dimostrare questo ci vorrebbe un esperimento in cui a questi pazienti viene dato il virus, il che è eticamente inaccettabile.

LE CONCLUSIONI

L’osservazione che quasi tutti i pazienti “guariti” hanno anticorpi contro il virus in quantità misurabile, e che la comparsa di questi anticorpi coincide con la scomparsa del virus è un dato forse non sorprendente, ma che comunque rappresenta un’ OTTIMA NOTIZIA.

Questo perché tali dati supportano la possibilità che (i) la misurazione degli anticorpi contro SARS-CoV-2 possa identificare – a scopo di ricerca e monitoraggio epidemiologico – le persone che sono guarite dall’infezione, e che (ii) in questi pazienti la presenza di anticorpi anti-COVID-19 sia alla base del loro minimo rischio di re-infettarsi e/o ri-ammalarsi, come indicato dai dati clinico/laboratoristici disponibili al momento (anche se non conosciamo la durata di questa protezione).

Come già detto altre volte, solo la scienza – e per scienza intendo virologia, infettivologia, immunologia, epidemiologia, farmacologia, etc – può farci non solo superare questa drammatica crisi il più rapidamente possible e col minimo numero possible di vittime, ma può anche metterci in condizione di gestire in modo sicuro ed efficace la transizione “pandemia–>endemia” che è necessaria per poter ritornare tutti alla nostra vita normale.

POST SCRIPTUM IMPORTANTE:

Per chi non lo sapesse, io scrivo questi post di notte, quando i miei familiari dormono, e rubando ore al riposo. Li scrivo, nonostante la stanchezza enorme che mi sento addosso, perché il momento è duro, e credo sinceramente che solo una BUONA INFORMAZIONE possa infondere SPERANZA ed OTTIMISMO ad una popolazione a cui vengono richiesti sacrifici enormi (e con risultati che tardano ad arrivare).

www.medrxiv.org

Grazie, Guido Silvestri!

Informazioni su Mădălina lu' Cafanu

"La gente ama stare al centro del mondo, a me basta un angolo dove c'è tutto il mio mondo." - M. Gandy Vedi tutti gli articoli di Mădălina lu' Cafanu

24 responses to “POLITIX

Nu ciocăniţi ! ...ies eu din când în când.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: