POLITIX

🔴 Tutte le forze armate del Kuwait poste in stato di massima allerta.

🔴 US president due to make an “imminent announcement” related to Saudi Aramco attack according to reports.

🔴 Aramco Drone Strike: fonti del Pentagono rivelano che sarebbe stata prontamente disposta una pianificazione per rispondere all’attacco contro le infrastrutture petrolifere saudite. …risposta USA col fischio o senza ? …attacco chirurgico sull’iran.. Ok.. ma sulle sue centrali nucleari o omicidio mirato… questo si che avrebbe una sua logica…

🔴 Anomala esercitazione a sorpresa del Sealift Command della Marina americana. 26 navi della riserva sono comandate di essere a disposizione del Comando trasporti strategici della Marina americana entro quattro giorni.

🔴 BREAKING: Mike Pompeo, l’attacco alle raffinerie saudite è stato un atto di guerra. …attendiamo la doverosa ed indispensabile rappresaglia, contro il terroristico e criminale regime teocratico iraniano.

🔴 TRUMP: It’s very easy to attack Iran.

🔴 Robert O’Brien è il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale americano. Un moderato, credente, specializzato in trattative. ...Trattative con chi? Cattolico o protestante ? …buddista…

🔴 EXCLUSIVE: Iran’s militias in Al-Mayadeen and Al-Bukamal cities left all their headquarters and went into the civilian neighborhoods.

🔴 President Trump appears alongside his new national security adviser, calling Robert O’Brien a “very talented man.”

🔴 Trump tells reporters the “ultimate option” is among the options he is considering for Iran.

🔴 Picture of the day from Reuters

🔴 BREAKING: US central bankers “Fail Again” says Trump after rate cut.

🔴 IF SaudiArabia was looking to conduct retaliatory strikes against Iranian oil infastructure, KhargIsland would no doubt lie in the crosshairs.

Island and its facilities process, hold, and transfer over 90% of Iranian crude oil exports.

🔴 Images released via the Saudi Press Agency from the Defense Ministry briefing earlier show the first images of up close damage from the Abqaiq Aramco attack.

🔴 For those living in Riyadh region, Saudi civil defense has announced it will be conducting warning sirens test tomorrow at 13:00.

🔴 Sirens in open area near Kerem Shalom.

🔴 Liz Cheney calls for “proportional military” response against Iran. – thehill.com

🔴 Il ministro saudita: l’attacco alle nostre installazioni è senza dubbio originato dall’Iran. …infatti si legge la targa… hanno trovato la patente del pilota automatico?

🔴 Iran Freedom Shout: CNN and a Kuwaiti newspaper: Missiles targeting Aramco in Saudi Arabia have crossed over Kuwait.

🔴 Reuters – Saudi Arabia’s crown prince Mohammed bin Salman has requested help from South Korea to strengthen the country’s air defense system after attacks on two oil plants initially halved the country’s oil production – South Korea’s Yonhap news agency reported on Wednesday

The two sides agreed to continue consultations, it added.

🔴 A rocket fell short in southern Gaza landing on a home from reports, Gaza ministry of health confirm 7 are in hospital due to this.

🔴 BREXIT: il Parlamento Europeo apre alla proroga della scadenza dell’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

🔴 Su attacco di Milano (Corriere, ed Milano) Fine agosto. Villeurbanne, regione di Lione. Un richiedente asilo afghano pugnala a morte un passante e ne ferisce altri 9 in una stazione del metrò. L’uomo è arrestato, dice di averlo fatto perché le vittime non «leggevano il Corano». Gli inquirenti parlano di «caos mentale», la magistratura lo incrimina per omicidio, il suo dossier però non è trattato come terrorismo. Il caso resta nel limbo, come altri.

Pochi giorni dopo il magazine dello Stato Islamico pubblica un elenco di operazioni dove evita di citare l’aggressione. Il braccio mediatico del Califfo sembra avere delle perplessità oppure attende che qualcuno certifichi un qualche tipo di legame. E’ così che funziona la catena di comunicazione, è paziente, non ha fretta.

La storia, purtroppo, non è isolata. L’attacco alla Centrale di Milano contro il caporalmaggiore sembra avere dei punti in comune con eventi dalla doppia lettura. Sono forme indiscriminate, spesso letali, innescate da motivazioni multiple. Esiste un fattore personale mescolato alla spinta ideologica, reale, ma anche presa solo come pretesto e «scusa». E’ una eventuale rivendicazione che può portarlo in dote ad una fazione. Oppure un link via web. All’inizio i profili paiono uguali, sono le indagini a ridisegnarli con i riscontri.

Esiste un’instabilità che accelera la scelta jihadista: lo yemenita ha affermato che era suo desiderio morire da «martire» per mettere fine ad una vita randagia, senza prospettive e sbocchi (è la sua versione). Questo riporta ad assalti dove possibili simpatie estremiste si sono unite al desiderio di farsi «suicidare» da un agente, costretto a sparare per difendersi. E le notizie ufficiose dicono che comunque aveva destato qualche tipo di interesse nella polizia durante un soggiorno in Germania. Una segnalazione – vaga – è partita verso Roma per poi perdersi nei vicoli stretti della burocrazia.

Chi investiga guarda alla situazione locale, cerca eventuali contatti che confermino o escludano una pista, ma nel contempo tiene conto della cornice esterna. Tante le suggestioni del momento. L’appello ad agire lanciato ieri dal Califfo dello Stato Islamico, la crisi esplosiva nello Yemen, i tamburi di guerra. Fatti che possono incidere su chi ha ragioni tutte sue per odiare. Gli indicano una via d’uscita sotto i riflettori, lo influenzano a prescindere dalla sua appartenenza ad una fazione, lo convincono ad emulare gli attentati.

E’ un calderone, una miscela in continua ebollizione, dove gli ingredienti non sono sempre netti. Da qui la difficoltà di interpretare la minaccia, catalogarla, prevenirla. Gli errori di valutazione incombono. La molla scatta all’improvviso, in un luogo qualsiasi. Il mezzo di offesa è semplice, facile da avere, basta rovistare nei cassetti di una cucina e pescare un oggetto acuminato. Lo sappiamo, il confine tra il militante e il fuori di testa è diventato molto esile. A ragione, alcuni esperti, indicano che un atto può essere definito terroristico in base alle intenzioni di chi lo compie. Può seminare paura tra i cittadini e fare danni.

E se allarghiamo la prospettiva vanno ricordati episodi avvenuti in Cina, con «elementi anti-società» protagonisti di stragi nelle scuole usando sempre dei coltelli. Lontani, non solo geograficamente dall’Isis, ma con modus operandi identici, con il ricorso ad accette e persino alle vetture-ariete sui pedoni. L’impatto è tuttavia critico, le perdite alte.

Il caso milanese, in qualche modo, sintetizza una realtà. La sera prima lo yemenita ha dato di matto «brandendo» una penna. Si è fatto notare. Il giorno seguente ha preso di mira un militare, un target vero, ha gridato «Allah è grande» in omaggio alla sua fede e alla liturgia del terrore. Il doppio volto di una violenza diffusa.

Guido Olimpio

Informazioni su Mădălina lu' Cafanu

"La gente ama stare al centro del mondo, a me basta un angolo dove c'è tutto il mio mondo." - M. Gandy Vedi tutti gli articoli di Mădălina lu' Cafanu

6 responses to “POLITIX

Nu ciocăniţi ! ...ies eu din când în când.

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